Del mancinismo si parla sempre più spesso e non più principalmente in ambito accademico e scientifico. Se da una parte la scienza persiste nella ricerca  delle cause biologiche della lateralizzazione, dall’altra sono gli stessi mancini a sentire il bisogno di parlare di sè, di come si percepiscono interiormente e di come si sentono socialmente rappresentati.
Negli ambienti virtuali del web si nota una forte propensione dei mancini ad aprirsi all’autodescrizione e al confronto e l’intento che si percepisce è spesso quello di evidenziare le proprie capacità – comunemente meglio definite ‘particolarità’ (come la capacità di scrivere a specchio, o con entrambe le mani contemporaneamente, per esempio)- e di approfondirne la conoscenza.

Si identificano come mancini per partecipare a forum, fanno parte di gruppi virtuali, narrano della propria infanzia, pubblicano post, video e foto in cui esaltano l’uso della sinistra come una capacità fuori dal comune (speciale).
La rete, a sua volta, offre informazioni e facilita la diffusione di aneddoti del passato che li riguardano, concede la possibilità – forse come non era mai accaduto in precedenza – di raccontare se stessi, di valorizzare la propria individualità all’interno di un gruppo, di condividere con gli altri le proprie esperienze.

Il pregiudizio, la curiosità sociale, le offese e il costante tentativo di ‘correggere’ la loro ‘diversità’ oggi sono interpretati e commentati dagli stessi mancini e non più esclusivamente dai sapienti che, con i loro scritti, non hanno fatto altro che alimentare, in molte occasioni, il giudizio del senso comune con altri pregiudizi. Se la varietà della natura umana genera conflitti irrisolvibili, quello tra destra e sinistra ha origine sin dalla nascita della cultura Occidentale ed è radicata nella nostra cultura e nella nostra struttura mentale. [Bertrand, 2003]

In un mondo fatto solo per i destrorsi, i mancini cercano da sempre di trovare una propria dimensione personale e di testimoniare la loro esistenza e la loro originalità. Anche talvolta inconsciamente essi si ribellano ad un ordine che, tutt’altro che naturale, condiziona le loro vite, le relazioni sociali, le scelte, le idee.

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